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Cosmesi: i numeri di un’industria che fa bene al Paese

L’industria cosmetica ha un forte impatto sociale e occupazionale. L’intera filiera impiega oltre 400.000 persone in Italia, coinvolgendo professionisti che operano in ambiti diversificati

L’industria cosmetica italiana continua a crescere: fatturato record e prospettive positive per il 2025

Il settore cosmetico italiano si conferma una delle eccellenze del Made in Italy, con numeri in costante crescita e un impatto sempre più rilevante sull’economia nazionale. Nel 2024 il fatturato complessivo dell’industria ha superato i 16,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 9,1% rispetto al 2023. Le previsioni per il 2025 restano positive: si stima che il giro d’affari possa oltrepassare i 17,7 miliardi di euro, con un’ulteriore crescita del 6,9%.

Se si considera l’intero sistema economico della cosmesi – che abbraccia non solo le aziende produttrici di cosmetici, ma anche i settori collegati come packaging, macchinari, materie prime, logistica, distribuzione e retail – il valore generato raggiunge i 40 miliardi di euro, a testimonianza di una filiera articolata e fortemente integrata.

L’export: motore della crescita

A trainare il comparto è soprattutto l’export, che oggi rappresenta il 48% del fatturato, un valore doppio rispetto a vent’anni fa. Nel 2024 le esportazioni hanno superato i 7,9 miliardi di euro, con un incremento del 12% sul 2023 e un valore quadruplicato nel confronto ventennale. Numeri che collocano la cosmetica tra i settori più dinamici del Made in Italy, seconda solo alla gioielleria per crescita dell’export.

Il saldo positivo della bilancia commerciale, che ha oltrepassato i 4,7 miliardi di euro, dimostra come la bellezza italiana sia sempre più apprezzata e richiesta sui mercati internazionali.

Consumi interni in crescita

Anche sul fronte domestico i risultati sono incoraggianti. Nel 2024 il mercato italiano ha raggiunto i 13,4 miliardi di euro di consumi, in aumento del 6,9% rispetto all’anno precedente.

I prodotti più acquistati nei canali tradizionali restano:

  • cura viso (16,2% del totale acquisti)

  • cura corpo (15,2%)

  • profumeria alcolica (14,5%)

Categorie che continuano a guidare le scelte dei consumatori, confermando l’attenzione degli italiani per la cura di sé e il benessere personale.

Un ecosistema che crea occupazione

L’industria cosmetica ha anche un forte impatto sociale e occupazionale. L’intera filiera impiega oltre 400.000 persone in Italia, coinvolgendo professionisti che operano in ambiti diversificati: dalla ricerca al design, dalle materie prime al packaging, dalla produzione alla distribuzione fino al punto vendita. Un vero e proprio effetto moltiplicatore che sostiene migliaia di famiglie e contribuisce allo sviluppo del territorio.

Il valore della scienza e della ricerca

La forza del settore risiede anche nell’investimento costante in innovazione. Le aziende cosmetiche destinano circa il 6% del fatturato a ricerca e sviluppo, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. Questo impegno consente di garantire standard sempre più elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità.

A livello europeo, oltre 32.000 scienziati lavorano quotidianamente alla creazione di nuovi prodotti e soluzioni cosmetiche, dimostrando come la bellezza sia indissolubilmente legata alla scienza.

La cosmetica italiana quindi,  non è solo sinonimo di bellezza, ma anche di innovazione, export di successo, occupazione e valore scientifico. Un settore che, anno dopo anno, conferma la sua centralità nell’economia nazionale e internazionale, contribuendo a rafforzare l’immagine del Made in Italy nel mondo.

Dati: Cosmetica Italia